Identità dell'Amianto

Amiantifera di Balangero e Corio

L'AMIANTIFERA

L’Amiantiera in questione è una cava di amianto situata tra il Monte San Vittore e i comuni di Balangero e Corio. Venne scoperta nel 1904 e sfruttata fino al 1990.

È uno dei luoghi simbolo della tragedia dell’amianto in Italia e in Europa, ma anche un luogo ricco di storia riguardo le numerose tecniche di estrazione e di lavorazione di questo minerale, ormai riconosciuto cancerogeno.

Il sito minerario della ex Amiantifera, che si estende per oltre 300 ettari, è stato individuato tra i siti di bonifica di Interesse Nazionale, e dopo gli interventi di messa in sicurezza, è oggi oggetto di una costante attività di manutenzione, grazie alla quale da anni non vengono rilevati superamenti del concentramento di fibre aerodisperse negli abitati della zona.

LE PERSONE

Mario Giacomino Potachin, ex dipendente dell'amiantifera, con una lunga storia alle spalle sia come lavoratore durante il boom di richieste dell’amianto che come parte integrante del processo di bonifica, racconta delle tradizioni e della loro importanza. Di ciò che erano e in che modo sono state interrotte per motivi di sicurezza a causa della chiusura della zona in via di bonifica. L'esempio descritto è la cappella di San Vittore, luogo cruciale per la tradizione dei “coscritti di Balangero” e i “priori di Corio” che è avvenuta per centinaia di anni. 

Ivan Cavalli, nato da genitori che vivevano all’interno dell’amiantifera e poi cresciuto come dipendente, racconterà di quello che era il suo impiego in miniera, dal semplice trasporto logistico allo svezzamento del minerale stesso, i turni di lavoro, le ferie. Inoltre si sofferma anche sul suo rapporto con le malattie, curabili e non, che sono causate dall’esposizione all’amianto.

Massimo Bergamini, direttore dell’azienda RSA S..R.L., ci racconta che durante i lavori di bonifica, oltre ai primi interventi considerati essenziali, si sono trovati davanti a un grosso scoglio determinato dalla presenza di una proprietà privata, che ha ritardato la demolizione e dalla bonifica degli stabilimenti presenti. Continua raccontandoci che dopo un’attività mineraria intensa, la geologia del territorio è stata modificata a causa del continuo riversamento di materiale di scarto della lavorazione, oggi in deposito in quella che è la più grande discarica di rifiuti pericolosi d’Italia.

Paola Pregnolato, dipendente dell’RSA, racconta sul campo le problematiche, le intenzioni future e il progresso già compiuto nel processo di bonifica. Alcuni esempi: la ricerca scientifica per ristabilire un habitat agevole per flora e fauna locale sradicata durante il periodo di estrazione, la nascita del bacino d’acqua al centro della cava e il ruolo che esso ha insieme alla vegetazione circostante nel bloccare la dispersione nell’aria di fibre di amianto.

L'iDENTITÀ

Il progetto si basa sul contrasto tra il paesaggio lunare dell’amiantifera e il paesaggio rurale che si estende tra altopiani e colline che sormontano i due piccoli comuni e i loro cittadini.

 

La nostra indagine si focalizza sull'aspetto antropologico, culturale, folkloristico e drammatico dell'amiantifera, percorrendo le strade dei suoi aspetti negativi ma anche positivi e ottimistici.

PROCESSO

CREATIVO

Durante il percorso creativo, abbiamo pensato di utilizzare uno dei nuovi linguaggi visivi, il video 360, per creare un'immersione sensoriale dello spettatore.

 

In aggiunta a ciò la creazione di un sito web che potesse raccogliere la testimonianza e l’unione di tutti in nostri progetti come un invito a sporgersi in una vetrina per lo spettatore conoscere i fatti legati a questo microcosmo.

VIDEO 360

«C'era amianto dappertutto, come una neve cenerina: se si lasciava per qualche ora un libro su di un tavolo, e poi lo si toglieva, se ne trovava il profilo in negativo; i tetti erano coperti da uno spesso strato di polverino, che nei giorni di pioggia si imbeveva come una spugna, e ad un tratto franava violentemente a terra.»

(Primo Levi, Il sistema periodico)

Video di Valeria Testa

Riprese:

Gabriele Drago

Khalil Sbaiti

Francesco Stramandinoli

Audio:
Gabriele Drago 
Francesco Stramandinoli

Montaggio:

Gabriele Drago

Elisa Garzaroli

Francesco Stramandinoli

Public Relations:

Alice Rossi

Aiuto Regia:

Valeria Testa
Alice Rossi

Elisa Garzaroli

Sceneggiatura e Storyboard:

Khalil Sbaiti

Valeria Testa

Alice Rossi

Riprese Aeree:

Leonardo Richetta

Ringraziamo:

Marco Picca